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Anche quest’anno sarà Natale. L’augurio ce lo stiamo scambiando da alcune settimane anche grazie ai pur fugaci incontri in occasione delle benedizioni delle case. Lo strumento per questo scambio è un’immagine che, come al solito, ci piace consegnare anche a chi non riusciamo a trovare in casa. E l’immagine di quest’anno riproduce un’opera di un artista boemo, Štěpán Zavřel, che raffigura i magi nel loro  cammino alla ricerca del neonato re, simbolo della insonne ricerca di risposta alle domande di senso che albergano nel cuore di ogni uomo e donna pensanti. Quel re che abbiamo imparato a riconoscere nel bambino di Betlemme, quel re che vorremmo raccontare a tutti quanti abitano nel territorio della nostra parrocchia, credenti o meno che siano. A tutti lasciamo quell’immagine che parla di una ricerca, non immediatamente dell’esito di tale ricerca. Un immagine forse “laica” ma, crediamo, capace di parlare un po’ di tutti noi, un po’ a tutti noi.
Se l’immagine potrebbe apparire troppo “laica”, sul retro abbiamo riportato un testo di meditazione che invece dice esplicitamente che cosa trovarono i magi al termine del loro camminare. Meglio, “chi” trovarono. Certamente un re davvero strano e differente da qualsiasi immaginazione. Ecco  allora il testo.

Non puoi essere trattenuto, o Dio,
negli spazi angusti delle nostre chiese,
nelle strettoie delle nostre definizioni.
Tu sei un Dio all’aperto,
tu sempre ci sorprendi.
Tu abiti, Signore, la storia dell’umanità.
La terra, la nostra terra, è il tuo paese,
il grembo piccolo e tenero di una donna
la tua dimora. Aiutaci a riconoscerti
nella carne dell’umanità.
Il tuo angelo, Signore, invita a non aver paura,
né di noi stessi né degli altri,
né del presente né del futuro.
il tuo angelo viene a dirci
che i sogni che ci abitano
hanno il segno della tua promessa.
Sei venuto, Signore, a inaugurare
i giorni della pace. Ma la nostra terra
conosce anche oggi il grido straziante
della guerra, dell’uccisione, della morte.
Facci capaci di resistere
alla logica cieca della forza
e di aprirci alle ragioni
lungimiranti del dialogo.
Ti sei fatto come uno dei nostri bambini,
piccolo con i piccoli, indifeso con gli indifesi
Fa’ che i veri credenti rispettino come sacra
la vita di ogni bambino del mondo,
rispettino come sacra la terra del loro futuro.
 

Ecco chi trovarono i magi al termine del loro vagare, ecco chi è la risposta alla eterna inquietudine dell’uomo. Un Dio che nulla è nessun recinto potrà mai contenere e definire, un Dio che sorprendentemente lascia la sua dimora per entrare nella storia corrotta dell’uomo e che lo fa attraverso un grembo di donna. E che per questo siamo autorizzati a sconfiggere ogni paura e a sognare cose grandi e belle visto che in ogni uomo c’è il suo marchio, la nostalgia di lui. Un Dio che sogna un mondo finalmente pacificato, capace di valorizzare le ricchezze di tutti, perché a nessuno manchi il necessario per una vita dignitosa e magari felice. Un Dio che ci chiede di non cedere all’illusione dell’arroganza e della forza, ma ci invita a saper guardare avanti e a mettere la parola tra i nostri conflitti.
Ecco chi trovarono i magi a Betlemme: il Dio del futuro che ci insegna ad amare ogni ogni bambino che viene in questo mondo e a sentirci responsabili anche del suo futuro.

Buon Natale a tutti!





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