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Lo sappiamo, si tratta di un’espressione cara a papa Francesco e che sta a ricordare come la chiesa non esista per se stessa, ma per il mondo. Non per coccolare quanti già la frequentano, ma piuttosto per rendersi appetibile, simpatica, desiderabile a quanti l’hanno abbandonata o non l’hanno mai frequentata.

Tutta questa premessa per parlare della scelta di attuare – tra i mesi di novembre e dicembre – una visita alle famiglie della nostra parrocchia, in vista del prossimo Natale, per un saluto, una preghiera, una benedizione. Si tratterà di un’esperienza missionaria, faticosa ma decisiva, per poter mostrare il volto di una chiesa in uscita, che non aspetta che la gente venga in chiesa, ma che va incontro a tutti. Un’esperienza che possa aiutare, specie quanti siamo “nuovi” in parrocchia, a conoscerla in modo più approfondito, grazie alla possibilità di entrare nelle case di quanti ci apriranno le loro porte.

Lo faremo consapevoli di tutta una serie di difficoltà: quella di trovare una fascia oraria in cui trovare le persone senza però essere motivo di disturbo; quella di incontrare persone e famiglie appartenenti a religioni diverse o comunque portatrici di una visione del mondo diverso da quello che la chiesa propone. Dunque, la nostra non sarà “la” proposta ideale, ma “una” proposta segnata da alcuni elementi organizzativi che provo a riassumere in modo schematico.

Nel rispetto delle convinzioni di ognuno, noi busseremo alle porte di tutti, a meno che non veniamo avvisati che la nostra visita non è gradita. Oltre a noi sacerdoti e suor Luisella, ci avvarremo della collaborazione di alcuni laici, debitamente preparati, scelti – ad esempio, ma non solo – tra quanti già esercitano il ministero straordinario dell’Eucaristia. Siamo consapevoli che questa è una scelta azzardata e forse difficile da comprendere da qualche parrocchiano. La riteniamo però scelta obbligatoria e peraltro non del tutto nuova qui a Santo Stefano: a fronte della diminuzione e dell’invecchiamento del clero non è giusto reagire azzerando o limitando l’esperienza della visita natalizia. I laici devono e possono affiancare i presbiteri in questo servizio per dire due cose: che la chiesa non sono solo i preti e che anche i laici possono avere un ruolo di guida nella preghiera e portare la benedizione del Signore. Il periodo in cui visiteremo le nostre famiglie andrà dal 7 novembre al 22 dicembre, nella fascia oraria che va dalle 17.30 alle 20. Come in passato avviseremo con alcuni giorni di anticipo, consegnando una busta nelle caselle della posta e ponendo un cartello nell’androne dei nostri palazzi che indicherà il giorno e l’orario. In occasione della visita, quando consegneremo un’immagine ricordo, non disdegneremo il gesto di generosità di quanti vorranno fare una offerta per la parrocchia e le sue numerose necessità, portandola in chiesa autonomamente o – se questo comportasse un qualche disagio – consegnandocela personalmente. Auguri anticipati, allora.

E grazie a quanti ci aspetteranno e ci accoglieranno.

Don Roberto davanzo

 





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