San Vincenzo

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LA CARITÀ NEI VANGELI

Matteo 25,31-46

31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

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gio 18

Catechismo Terza elementare

18 ottobre ore 16:50 - 18:00
sab 20
dom 21

Dedicazione Duomo

21 ottobre
dom 21
dom 21

Raccontando Gesù

21 ottobre ore 10:00 - 12:00

Società di San Vincenzo De Paoli

La Società di San Vincenzo De Paoli è un’organizzazione di laici cattolici diffusa nel mondo, fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam e messa sotto il patrocinio di San Vincenzo De Paoli. Fu merito particolare di Vincenzo De Paoli quello di aver capovolto l’atteggiamento allora prevalente nei confronti dei poveri, che era di allontanamento ed emarginazione, per andarne in cerca e soccorrerli attraverso l’aiuto e la collaborazione di quante più persone fosse possibile, ispirandosi alla carità evangelica, che vede nel povero la persona di Cristo.

La Conferenza è presente sul territorio di Sesto San Giovanni e in particolare nella parrocchia di Santo Stefano dal 1945. Il suo fine è la promozione della dignità della persona mediante l’impegno concreto per la rimozione delle situazioni di bisogno e di emarginazione, attraverso la ricerca di una maggior giustizia sociale.

CHI SIAMO

La San Vincenzo della Parrocchia di Santo Stefano è costituita dalle consorelle vincenziane e da volontari-volontarie, amici e simpatizzanti, che s’impegnano con spirito collaborativo condividendo un comune cammino umano e spirituale. Operare uniti in un cammino di fede e carità stimola a curare i mali e rende migliori chi dona e chi riceve. La Società opera a titolo gratuito e non persegue fini di lucro. Il Consiglio Centrale, a cui fa riferimento anche la San Vincenzo di Santo Stefano, si trova a Milano in via Pisa. Al Consiglio Centrale ci si rivolge in casi particolari: con progetti mirati per superare difficoltà economiche, per rintracciare centri d accoglienza, case di ospitalità per persone in difficoltà (anziani,ex carcerati o in libertà provvisoria, donne in difficoltà, ragazze madri…).

CHE COSA FACCIAMO

Aiutiamo le persone in difficoltà con aiuti materiali (alimentari, medicine, pagamento utenze, prodotti per bimbi…) e condividiamo, attraverso il rapporto personale, le loro preoccupazioni in amicizia e rispetto, sostenendo anche le difficoltà educative delle famiglie. La nostra specificità è la visita domiciliare, per avere una visione globale dei loro problemi, al fine di aiutarli a risolverli, o almeno ad attenuarli. Collaboriamo con i servizi sociali e con centri di ascolto Caritas

Nel 2009 in collaborazione con il Comune, coi supermercati il Gigante, Esselunga, Carrefour e le Aziende farmacia Comunali è partito il progetto Last Minute Market, grazie al quale vengono ritirati generi alimentari e parafarmaci a breve scadenza e distribuiti alle famiglie bisognose. Nel 2012 abbiamo ampliato il progetto con il recupero dei pasti presso il Centro cottura del Comune. Il progetto “Sodexo, un pasto solidale” prevede la presenza dei volontari presso il centro cottura di via Falck dalle 14,15 alle 15. I volontari provvedono all’accoglienza e alla distribuzione del pasto alle persone. Un altro progetto di San Vincenzo è BENE COMUNE: progetto che consiste nel tenere in ordine i giardini e per questo sono state inserite due persone senza lavoro a cui sono stati dati vaucer per un valore di euro 2000.

Orari e contatti

Distribuzione alimentare tutti i giovedì dalle 14 alle 16 in via G. D’Arco, 100

Per l’accoglienza e l’ascolto individuale e riservato siamo disponibili il mercoledì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

CONFERENZA SAN VINCENZO Parrocchia Santo Stefano – Via Giovanna d’Arco, 100

Responsabile: Rosalia Polli, cell. 340 3762853 | Email: elda.fociani@alice.it

Lo spreco degli uomini, lo spreco di Dio

Quello dello spreco, della eccedenza di produzione alimentare e del conseguente inutilizzo è uno dei temi con i quali fare i conti se si vuole affrontare in modo serio la questione della fame che ancora colpisce centinaia di milioni di esseri umani.
… ci siamo ripetuti innumerevoli volte che il pianeta è in grado di produrre cibo ben oltre le necessità dei circa sette miliardi di persone che lo abitano. Quello che ancora l’economia, la politica, la finanza e il mercato non sono riusciti a fare è permettere a tutti di accedervi in modo dignitoso. Con la conseguenza che risorse incalcolabili finiscono nella spazzatura dopo aver avuto bisogno di enormi energie per essere prodotte (in termini di acqua, di terra, di lavoro umano, …).
A fronte di questo modo di parlare dello spreco, la rivelazione cristiana parla di un Dio paradossalmente “sprecone” nel suo modo di mostrare il suo amore per l’uomo. Bastino alcuni esempi ben conosciuti da riportare alla memoria. Cominciamo con quello che l’evangelista Giovanni chiama il primo “segno” fatto da Gesù a Cana di Galilea: si trattò di circa seicento litri di acqua trasformata in vino di ottima qualità, a dire di un Dio che non sopporta che la vita dell’uomo perda la sua dimensione di festa. Ma poi pensiamo all’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci quando cinque pani divennero cinquemila e ci fu abbondanza e tutti mangiarono a sazietà. Fino allo spreco, al punto che gli avanzi vennero raccolti in dodici ceste. Uno spreco in cui però nulla andò perso, a differenza di come scandalosamente spesso facciamo noi umani.
Il messaggio del Vangelo è chiaro: con Gesù si entra in contatto con la sproporzione di Dio che parte dal calore di un pane che deve essere spezzato e non dalla freddezza del denaro che cerca la solitudine dei depositi bancari. In questa logica di uno spreco di Dio, di una esagerazione, di una sconfitta dei calcoli meschini degli uomini, riuscì ad entrarvi una donna, Maria la sorella di Lazzaro, quando nell’imminenza della passione di Gesù fece il gesto un po’ pazzo di versare sui suoi piedi una quantità incredibile di profumo di nardo che valeva un anno di salario di un operaio. Anche quella volta si trattò di uno spreco, ma Gesù difese Maria dalle critiche di Giuda: quella donna aveva intuito che andare dietro a Gesù significa liberarsi da qualsiasi aritmetica e accaparramento egoistico. Questo ci permette di affermare che una delle caratteristiche della vera carità è la gratuità, l’eccedenza. Mettersi di fronte al crocifisso significa assistere allo spettacolo di un amore talmente sconfinato da apparire incredibile. Ne deriva che il nostro impegno per l’uomo è vero se è gratuito, cioè se è universale, se ci fa stare dalla parte degli ultimi, se non ci fa chiedere nulla in cambio. Ma parlare di eccedenza dell’amore di Dio per l’uomo significa anche riconoscere che quell’amore va ben oltre i bisogni dell’uomo.
Ecco perché assieme alle “cose”, al “pane”, siamo chiamati al coraggio di saper offrire agli uomini un dono (e una notizia) che va oltre le loro richieste. È guardando Dio che la Chiesa apprende come servire l’uomo.
Concludo con il racconto di un’ultima esagerazione, di un ultimo spreco da parte di Dio. Se ne fa interprete il profeta Isaia quando descrive il destino ultimo dell’uomo come un grande banchetto che Dio preparerà al termine dei giorni (v. cap. 25), fatto “di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati”. Isaia parla di un banchetto ma allude a ben altro. Infatti il Signore “eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto”. È bello pensare a un Dio-cuoco raffigurato da Gesù risorto forse nella sua ultima apparizione ai discepoli (v. Gv 21) quando li incontra all’alba sulle sponde del lago di Tiberiade e prepara per loro una colazione di pane e pesce abbrustolito.
Poca roba rispetto alla profezia di Isaia, certo. Ma il fatto che sia il risorto a cucinarli annuncia che fornelli e pentole sono già all’opera.

Don Roberto Davanzo

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