Lectio divina

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LECTIO GIOVANNI

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Tutti i venerdì in Casa Parrocchiale dalle 19.00 alle 20.00

Qui di seguito trovi l’archivio delle ultime lectio:

– Cap. 10: “Io sono il buon Pastore”Cap. 10: “Io sono il buon Pastore”

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    Dal testo alla rivelazione

    Lectio sta per lettura e lectio divina, secondo logica, dovrebbe stare per lettura del testo biblico, una lettura, ovviamente, non superficiale, ma attenta e puntigliosa, finalizzata a rilevare i dettagli e ad approfondire i significati disseminati nella trama del testo. E invece non è così! Se lectio è uguale a lettura, lectio divina non è uguale a lettura del testo biblico, ma ad esperienza di una relazione viva con Gesù attraverso l’ascolto della sua parola. Nella lectio divina nostro interlocutore non è il testo, ma Gesù! E l’orizzonte interpretativo non è quello dell’indagine letteraria, ma quello della relazione con Gesù. La lectio divina è un processo mediante il quale partendo dal testo biblico si arriva a Cristo! Senza questo punto di approdo, la lectio rischia di diventare un semplice esercizio letterario o un approfondimento storico culturale, interessante, ma privo di valore dal punto di vista credente.

    Dalla rivelazione al testo

    Se è vero che lectio divina significa entrare in relazione con Gesù, è altresì vero che non esiste lectio divina che non implichi anche l’entrare in relazione con un testo … E questo per il mistero stesso dell’incarnazione: la Parola eterna di Dio prende forma nella storia di Gesù di Nazareth e tale pienezza di rivelazione, custodita nella storia di Gesù, a propria volta, prende forma nella tessitura letteraria di un racconto che fissa nel tempo l’esperienza drammatica e complessa della fede di coloro che hanno udito e visto (la parola-logos-dabar- non si ode soltanto, ma si “vede”…)! E tutto questo in un misterioso gioco di svelamento e nascondimento intimamente connesso con la natura stessa della Verità. Che cosa significa? Che il testo è lo spazio di una rivelazione che coincide con esso, senza esaurirsi in esso … Che il testo, punto di riferimento imprescindibile e totalizzante (non uno dei tanti, o semplicemente uno spunto iniziale) deve rilanciare e sostenere, oltre sé, una relazione dove Cristo entri in contatto con il soggetto che legge e con il presente che vive.

    Il mondo dei significati

    Che cosa si intende per entrare in relazione con il testo? Significa anzitutto entrare in relazione con il mondo dei significati espressi dal testo. Ci sono dei significati che appaiono manifestamente e significati che rimangono nascosti e attendono di essere scoperti. La rilevazione dei significati, soprattutto di quelli più sotterranei, per quanto riguarda i vangeli, necessita dell’approfondimento di quattro dimensioni: Il contesto in cui Gesù vive (la cultura, la spiritualità, la storia, la teologia etc.), il contesto in cui l’autore scrive, l’intertestualità (il testo biblico nella sua interezza e i rimandi che suscita) e la lingua con cui è scritto. È questa la fase della lectio vera e propria: la fase dello studio, dell’indagine, della cura del dettaglio.

    L’orizzonte di senso

    La fase successiva e imprescindibile, quella della “meditatio”, è quella relativa non al significato, ma al “senso”: non che cosa significa quella parola, quell’espressione, ma che senso ha … per me. Ovvero: in che modo questi significati intercettano la mia esistenza personale, in che modo il testo, in quanto Parola di Dio, sa parlare al mio cuore, provocando il mio presente e suscitando in me la necessità di una risposta.

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