Lettori e Guide Liturgiche

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    DOMANDE FREQUENTI

    Mi piacerebbe leggere in Chiesa. Che cosa devo fare?

    Segnala il tuo nome e la tua disponibilità a Don luigi o, in quanto referente del gruppo lettori, a Laura Molteni. Se ti è più comodo manda una mail al seguente indirizzo di posta elettronica liturgia@santostefanosestosg.org.

    Ci vogliono dei requisiti particolari?

    Non ci vogliono requisiti particolari: tutti possono leggere in Chiesa! Data però l’importanza del ministero che il lettore svolge all’interno della comunità è bene indicare alcuni criteri di riferimento:

    – Di norma non vengono ammesse stabilmente al ministero di lettore persone di età inferiore ai 14 anni.

    – Al fine di favorire la comprensione dei testi sacri è importante che il lettore sia dotato di una lettura spigliata e di buona dizione.

    – È importante che abbia buona dimestichezza con i testi biblici che deve proclamare.

    – Svolgendo un vero è proprio ministero ecclesiale è importante che il lettore si distingua per la propria esemplarità in termini di vita cristiana.

    Bisogna fare un corso per diventare lettori?

    Non è previsto nessun corso vero e proprio, solo un’istruzione iniziale e qualche incontro di aggiornamento e approfondimento insieme con gli altri componenti del gruppo lettori.

    Dove posso trovare le letture del giorno o della domenica?

    In fondo alla Basilica è disposto un lezionario che può essere consultato liberamente. Per chi abbia famigliarità con gli strumenti tecnologici c’è la possibilità di consultare il sito della Diocesi di Milano o di scaricare sul proprio cellulare applicazioni utili allo scopo (per il rito ambrosiano la scelta obbligata è Ibreviary …). Altra possibilità è quella di procurarsi un Messalino o altri sussidi simili. Per informazioni fare riferimento alla buona stampa parrocchiale.

    Una sola Chiesa, molti ministeri…

    Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’insegnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri ministeri: ministeri “non ordinati” che non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e “sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in forza del battesimo, a farsi carico di compiti e mansioni speciali nella comunità. Questi ministeri rappresentano una grazia per la comunità, ossia un dono che lo Spirito Santo concede per il bene della Chiesa; e comportano pure, per quanti li assumono, una grazia, non sacramentale, ma invocata e meritata dall’intercessione e dalla benedizione della Chiesa”.

    Al servizio della missione …

    Il ministero di chi legge “in Chiesa” ha radici remote. Già nel II secolo, Giustino accenna alla presenza di figure che, alla domenica, quando i cristiani sono riuniti per celebrare il memoriale del Signore, hanno il compito di proclamare le memorie degli apostoli e gli scritti dei profeti. Queste figure diventano col passar del tempo sempre più importanti: ne è prova il fatto che Il vescovo Ippolito Romano ipotizzi per esse, a conferma del rilievo assunto dal loro ministero, un’apposita “benedizione” e il fatto che un altro autore cristiano, Ambrosiaster, parli di esse come di “pastori” che nutrono i fedeli con il dono della Parola. Oggi queste figure non sono meno importanti di un tempo: il loro servizio li impegna, infatti, in un’azione di annuncio ed evangelizzazione che la Chiesa del nostro tempo ritiene prioritaria ed essenziale nella sua missione di servizio al mondo.

    Leggere è rendere presente …

    Il ministero di chi legge la Parola di Dio evidenzia concretamente lo stretto rapporto esistente tra parola di Dio e liturgia. La celebrazione, infatti, non solo presuppone l’ascolto della parola di Dio, e quindi la fede e la conversione a Cristo “Parola vivente”, ma è il “luogo” privilegiato in cui questa parola risuona oggi, nella Chiesa. Con il rinnovamento conciliare, non c’è azione liturgica – soprattutto sacramentale – che non comporti una “liturgia della Parola” e perciò la proclamazione di una o più letture bibliche. Attraverso questa Parola, proclamata nell’assemblea cristiana, “Dio parla al suo popolo e Cristo annunzia ancora il suo vangelo”; nella Parola, Cristo risorto si fa realmente presente tra i suoi e dona lo Spirito che rende possibile quel “culto spirituale” che è proprio dei veri adoratori del Padre (cfr Gv 4,24).

    Uditori della parola …

    Anzitutto la proclamazione della parola di Do nell’assemblea liturgica. E’ questa la funzione originaria e originale del lettore: essa esige particolari capacità e accorgimenti anche tecnici che non devono essere trascurati, ma soprattutto ciò che è essenziale è la consapevolezza gioiosa di essere il “porta parola”, il “profeta” di cui Dio si serve per suscitare, risvegliare e far vibrare la fede di quanti ascoltano. Per questo motivo, oltre ad una adeguata conoscenza dei mezzi comunicativi, egli dovrà dotarsi di una solida formazione biblica e di una personale capacità di lettura spirituale delle scritture che proclama.

    Fuori dalla liturgia …

    Il lettore però è costituito anche per svolgere un compito specifico fuori del contesto cultuale. Nella Chiesa del nostro tempo si evidenzia sempre più chiaramente la necessità di avere dei laici che si facciano direttamente carico e sostengano con impegno le numerose iniziative che sorgono qua e là, intorno alla parola di Dio: comunità di ascolto, gruppi del vangelo, momenti di confronto sia all’interno della comunità parrocchiale come pure in ambienti di vita e di lavoro. Il lettore dovrebbe essere quindi il promotore e l’animatore di queste e di altre iniziative analoghe, rivolte all’annuncio o all’approfondimento della parola di Dio. Per questi compiti affidatigli dalla Chiesa, il lettore dovrà avere una sua propria fisionomia spirituale e apostolica: dovrà cioè essere un testimone, un insegnante, un educatore; ben preparato, idoneo a orientare, formare e guidare e ad alimentare anche in altri il desiderio di approfondire ciò che sta al cuore della fede.

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