Musica e Canto

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    DOMANDE FREQUENTI

    Mi piacerebbe far parte del coro della messa delle 10.00. Che cosa devo fare?

    Segnala il tuo nome e la tua disponibilità a Don Luigi, direttamente o mandando una mail al seguente indirizzo di posta elettronica liturgia@santostefanosestosg.org

    Mi piacerebbe far parte del coro polifonico. Che cosa devo fare?

    Segnala la tua disponibilità al maestro del coro Cristiano Fumagalli oppure contatta don Luigi sia direttamente, sia inviando una mail al seguente indirizzo di posta elettronica liturgia@santostefanosestosg.org

    Ci vogliono dei requisiti particolari?

    Per far parte del coro non bisogna essere cantanti professionisti né conoscere la musica: è sufficiente essere intonati e avere un minimo di predisposizione al canto, oltre che tanta voglia di imparare ed esercitarsi.

    Quando sono le prove?

    Per quel che riguarda il coro della messa delle 10.00 le prove sono di sabato, dalle ore 18.00 alle ore 19.30, una volta ogni quindici giorni circa, con con un incremento a ridosso degli appuntamenti importanti. Luogo delle prove è la cappellina dell’oratorio. Per quel che riguarda il coro polifonico le prove sono tutti i mercoledì dalle ore 21.00 alle ore 22.30, in basilica. Naturalmente la partecipazione alle prove non è opzionale!

    Quando canta il coro?

    Il coro della messa delle 10.00 canta alla messa delle 10.00 e in tutte le occasioni in cui la presenza di ragazzi o giovani richiede una particolare animazione. Il coro polifonico canta di norma nelle feste liturgiche importanti dell’anno.

    Sai suonare l’organo o qualche altro strumento e vuoi mettere la tua abilità al servizio della liturgia?

    Segnala la tua disponibilità a don luigi o a don Roberto, direttamente o inviando una mail al seguente indirizzo di posta elettronica liturgia@santostefanosestosg.org Naturalmente data la serietà del compito di accompagnare il canto nella liturgia e la complessità del rapporto tra musica e rito nel contesto di una celebrazione è più che mai importante che chi suona abbia sia sensibilità liturgica sia competenza tecnica e sappia muoversi con versatilità e agilità nella scrittura musicale.

    Che cos’è la guida del canto e come si diventa guide del canto?

    Le guide del canto, altrimenti dette “solisti”, sono quelle figure che durante le celebrazioni non supportate dalla presenza del coro intonano il canto e sostengono l’assemblea fungendo da veri e propri animatori musicali. Sono persone preziose che hanno un compito fondamentale. Ritieni di avere le capacità per svolgere tale compito? Segnala il tuo nome a a Don luigi, direttamente o mandando una mail al seguente indirizzo di posta elettronica liturgia@santostefanosestosg.org

    Una sola Chiesa, molti ministeri…

    Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’insegnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri ministeri: ministeri “non ordinati” che non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in forza del battesimo, a farsi carico di compiti e mansioni speciali nella comunità. Questi ministeri rappresentano una grazia per la comunità, ossia un dono che lo Spirito Santo concede per il bene della Chiesa; e comportano pure, per quanti li assumono, una grazia, non sacramentale, ma invocata e meritata dall’intercessione e dalla benedizione della Chiesa”.

     

    Perché cantare?

    Un antico detto recita: «Chi canta, prega due volte». E sant’Agostino aggiunge: «Il cantare è proprio di chi ama». Il canto è l’espressione concreta della gioia del cuore e, allo stesso tempo, lo strumento più immediato e comune della preghiera. Se da un lato, infatti, muove a commozione, propizia la riflessione e la meditazione, unisce le diverse voci, dall’altro, nello specifico liturgico, esalta il significato della Parola, dispone i cuori a Dio, favorisce l’unione dell’assemblea e ne permette la partecipazione più attiva. Il canto liturgico è il tenero e amorevole linguaggio con cui i fedeli riuniti “dialogano” con Dio.

     

    Cantare nella liturgia

    Musica e canto cooperano, a loro modo, ad esprimere il sentire della Chiesa che «dialoga» con Dio «attraverso i riti e le preghiere». In ragione del mistero del culto cristiano, il Concilio Vaticano II ricorda: «la Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli non assistano come estranei e muti spettatori a questo mistero di fede, ma che partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente e attiva- mente». Ciò significa che cantare la liturgia non è esattamente come cantare durante una liturgia, e che l’elemento canoro non si pone a lato dei riti e delle preghiere, ma appartiene alla stessa celebrazione.

     

    Un canto della comunità…

    Il cantare esprime l’anima di un popolo, l’identità di una comunità, la sua tradizione, favorendo il senso di appartenenza e di comunione. Ciò viene a dire che il canto e la musica per la liturgia sono espressione della identità della Chiesa raccolta in preghiera nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La musica sacra costituisce un deposito prezioso che narra il sentire della Chiesa di Cristo. Essa è espressione della fede della Chiesa e del suo sentire comunitario, ben oltre i sentimenti, i gusti e le emozioni soggettive dei singoli attori.

     

    La preghiera diventa canto…

    Quando si suona e si canta dentro la liturgia si è al servizio di essa e prima ancora che musicisti e cantori si è fedeli che partecipano alla preghiera della comunità prestando il loro servizio cantando e suonando. Canto e musica svolgono il loro servizio liturgico se sono eco della gloria di Dio che si manifesta attraverso i segni. Quando celebrano sé stessi scadono nella idolatria, risultando un ostacolo all’incontro con il Dio vivente. Il loro fine, infatti, non è tanto quello di far ascoltare a degli spettatori un’opera musicale fine a sé stessa, quanto di rendere visibile attraverso il suono la dimensione discendente e ascendente della celebrazione cristiana, ossia il dialogo salvifico tra Dio e il suo popolo.

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