Bilancio parrocchiale

Amministrare i beni della chiesa

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    COME POSSO CONTRIBUIRE ALLE NECESSITA’ DELLA PARROCCHIA?

    Ecco le modalità per contribuire … Scarica il volantino!

    DOMANDE FREQUENTI

    Come posso rimanere informato circa l'andamento economico della parrocchia?

    Per rimanere informati circa l’andamento economico della parrocchia le strade possibili sono due: prendere visione del rendiconto finanziario pubblicato ogni mese sul sito parrocchiale ed esposto sulle bacheche della Chiesa e partecipare all’incontro che la parrocchia propone annualmente allo scopo di presentare il bilancio.

    E' possibile fare una donazione alla Parrocchia? Come si deve procedere?

    Per fare una donazione alla Parrocchia è necessario prendere contatto con il parroco e definire con lo stesso destinazione e modalità.

    Nel caso di erogazioni liberali effettuate favore della parrocchia è prevista una qualche detrazione fiscale?

    Il contenuto va qui, fai clic sul pulsante modifica per modificare questo testo.

    E' possibile fare un bonifico alla Parrocchia?

    E’ certamente possibile fare un bonifico alla parrocchia o decidere di fare offerte a scadenza fissa tramite RID. Qui di seguito gli estremi per la pratica: PARROCCHIA SANTO STEFANO | Banca BBC | IBAN    IT09N0886520700000000012648 | Codice BIC (SWIFT)  ICRAITRRO1Z. Nel caso si decida di mandare un bonifico è comunque preferibile comunicare la propria intenzione in amministrazione  o direttamente al Parroco (0222471157)

    Una Chiesa che vive nella storia

    Se è vero che la natura della Chiesa è spirituale ed è pertanto arduo ogni tentativo di assimilarla a qualsivoglia istituzione terrena, è pur vero che essa, la Chiesa, vive ed opera nel mondo perfettamente integrata nella società umana. Una radicazione nel tempo e nello spazio che le impone di destreggiarsi con intelligenza e competenza anche tra i beni e tra le ricchezze di questo mondo. Così dice il Concilio Vaticano II: “Le realtà terrene e quelle che, nella condizione umana, superano questo mondo, sono strettamente unite tra loro, e la Chiesa stessa si serve delle cose temporali nella misura che la propria missione richiede” (GS, 76).

    Con tali parole I padri conciliari desiderano sottolineare la profonda unione dell’elemento celeste e di quello terreno nell’unica realtà della Chiesa pellegrinante (LG, 8), rifuggendo sia da un esagerato spiritualismo o pauperismo, sia dalla ricerca di un potere meramente terreno, fondato sulla ragione politica, economica o addirittura umanitaria.

     

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    Secondo lo stile del vangelo

    Nessuna preclusione quindi, né pregiudizio nei confronti delle realtà terrene, purché ci sia consapevolezza, però, che tali beni sono mezzi, non fini, strumenti finalizzati all’edificazione, già nel presente, di quel regno di Dio di cui Gesù parla ampiamente nel vangelo e le cui prospettive riflettono il suo modo d’essere e d’operare. In questo contesto va inquadrato il can. 1254, che pone le basi del diritto patrimoniale canonico. Il diritto della Chiesa all’uso di beni materiali ha la sua giustificazione e trova il suo limite in relazione all’adempimento dei fini spirituali che le sono propri: il sostentamento del culto, del clero, degli altri ministri, delle opere di apostolato e di carità, cioè delle opere di misericordia spirituali e materiali, il mantenimento delle strutture utili al servizio pastorale. Si tratta di un diritto nativo e indipendente, cioè un diritto del quale la Chiesa gode di per sé non per concessione di un’altra autorità, e che esercita con autonomia: secondo le proprie regole.

     

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