Consigli Parrocchiali

Consigli Parrocchiali

NOMI CONSIGLIERI 2015-2020

  • Davanzo don Roberto
  • Perduca don Luigi
  • Perego don Luigi
  • Grassi Luisella
  • Bianchi Aurora
  • Brioschi Manuela
  • Brusciani Eugenio
  • Castagna Donatella
  • Chiusa Ivan
  • Cristinelli Francesco
  • De Donato Giampiero
  • Donzelli Alessandra
  • Galimberti Lorenzo
  • Guaglio Marcello
  • Guidotti Alessia
  • Lama Colomberotto Gladys
  • Mandelli Silvano
  • Marcolini Mariolina
  • Micheletti Christian
  • Monterisi Annalena
  • Ottaviani Giampaolo
  • Pasini Barbara
  • Perego Natale
  • Pignata Fabio
  • Pocaterra Augusto
  • Pozzi Sandro
  • Redaelli Anna
  • Redaelli Eugenio
  • Romagnoli Massimo
  • Roncalli Ambra
  • Ruggeri Cristiana
  • Russo Stefania
  • Silini Sara
  • Telloli Marco

NOMI CONSIGLIERI AFFARI ECONOMICI

  • Davanzo don Roberto
  • Perduca don Luigi
  • Perego don Luigi
  • Bianchi Aurora
  • Brusciani Eugenio
  • De Donato Giampiero
  • Roncalli Ambra
  • Ruggeri Cristiana
  • Novaresi Gianmauro
  • Barbanti Laura
  • Fiscaletti Giorgio

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    DOMANDE FREQUENTI

    Come faccio ad entrare a far parte del CPP?

    Se ritieni di avere i requisiti richiesti (vedi sotto) per poter far parte del Consiglio pastorale parrocchiale sarà sufficiente segnalare in prossimità della data di elezione il tuo nome o in segreteria parrocchiale o alla commissione elettorale, seguendo le indicazioni che verranno di volta in volta date alla comunità.

    Come vengono eletti i membri del CPP?

    La data delle elezioni dei Consigli Pastorali Parrocchiali è stabilita a livello diocesano ogni cinque anni. A tale scopo verrà creata in ogni parrocchia una Commissione elettorale, presieduta dal parroco, che dovrà provvedere a preparare una lista di candidati da sottoporre al vaglio della comunità. I nomi che andranno a comporre le liste elettorali e tra i quali la comunità dovrà eleggere i futuri membri del Consiglio sono i nomi di quanti hanno segnalato la loro intenzione di candidarsi o di quanti sono stati segnalati perché considerati meritevoli e capaci. Il direttorio dispone che tra i membri del consiglio Pastorale oltre agli eletti dalla comunità ci sia anche un certo numero di persone elette direttamente dal parroco secondo la propria discrezionalità.

    Quali requisiti sono necessari per far parte del CPP?

    Possono essere membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale coloro che, battezzati e cresimati, abbiano compiuto i diciotto anni e siano canonicamente domiciliati nella parrocchia od operanti stabilmente in essa. Tra i requisiti necessari ci sono la coerenza della pratica cristiana, la volontà di impegno, la capacità di dialogo e la conoscenza dei concreti bisogni della parrocchia nel desiderio di favorire il bene di tutti. Essendo il Consiglio pastorale un importante strumento di corresponsabilità ecclesiale sarà pure necessario che i suoi membri siano in piena comunione con la Chiesa non solo negli elementi fondamentali della professione della fede ma anche nelle indicazioni autorevoli, dottrinali e pratiche del momento concreto.

    Posso partecipare ad un incontro del CPP se non ne sono membro?

    In circostanze particolari, previo accordo con il parroco, anche “i non membri” possono partecipare ad un incontro programmato del Consiglio pastorale, ma in qualità di uditore.

    Come faccio ad entrare nel Consiglio affari economici?

    I membri del CAEP sono scelti direttamente dal parroco in modo che siano rappresentate le varie competenze utili all’amministrazione di una parrocchia. Agli specialisti vengono di norma aggiunti alcuni rappresentanti del CPP il cui compito è vigilare affinché la gestione amministrativa della Parrocchia e la sua conduzione pastorale viaggino sulla stessa lunghezza d’onda.

    Consiglio Pastorale

    CPP

    Un organismo necessario!

    In una prospettiva comunionale di Chiesa, il consiglio pastorale parrocchiale non è solo opportuno per la sua funzionalità pratica di supporto nella definizione e nella gestione delle iniziative pastorali, ma è addirittura necessario: attraverso di esso, infatti, è resa possibile l’esperienza di un’autentica corresponsabilità e in essa l’investimento dei propri carismi in vista del bene comune, secondo la vocazione propria di ciascuno.

    Che cos’è il Consiglio Pastorale?

    Il consiglio pastorale parrocchiale è un organo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli (presbiteri, diaconi, consacrati e laici) alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale. È il luogo dove i fedeli, soprattutto i laici, possono esercitare il diritto-dovere loro proprio, di esprimere il proprio pensiero ai pastori e comunicarlo anche agli altri fedeli, circa il bene della comunità cristiana parrocchiale: in tal modo esercitano nella Chiesa la missione regale di Cristo di cui sono stati fatti partecipi con i sacramenti del Battesimo e della Confermazione.

    Qual è la sua funzione?

    La funzione principale del consiglio pastorale parrocchiale sta nel ricercare, studiare e coordinare le iniziative pastorali che riguardano la parrocchia. In particolare suo compito è quello di tenere sotto controllo la situazione pastorale della parrocchia; elaborare le linee guida su cui impostare il cammino pastorale della parrocchia, in sintonia con il cammino pastorale della Diocesi; offrire il proprio contributo in ordine alle attività del Consiglio Pastorale Zonale e del Consiglio Pastorale Diocesano; avere attenzione a tutte le questioni pastorali, non esclusi i problemi pubblici e sociali della comunità, la cui trattazione e soluzione appaiono necessarie per la vita della parrocchia; esprimere un propria parere circa le questioni economiche che hanno una ricaduta significativa sull’attività pastorale parrocchiale, lasciando al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici l’impegno di occuparsi degli aspetti ‘tecnici’.

    Consiglio Affari Economici

     

     

    Che cos’è il Consiglio degli affari economici?

    Il consiglio degli affari economici è l’organismo parrocchiale specificamente deputato ad accompagnare le scelte relative all’amministrazione della parrocchia. Trova la sua origine più immediata nella ecclesiologia che si è sviluppata in seguito al Concilio Vaticano II e cioè nella dimensione comunitaria e partecipativa di tutti i fedeli, presbiteri e laici, alla vita della Chiesa.

    Un giusto rapporto con i beni …

    Il senso di responsabilità e di corresponsabilità nella gestione dei beni, come anche la chiarezza, la trasparenza e la precisione con cui viene condotta, sono valori che non possono essere disattesi. pertanto la comunità ecclesiale, in particolare i laici cui va riconosciuta una competenza specifica nel campo specifico del «servizio dei beni economici nella Chiesa», è chiamata a vigilare con attenzione perché l’amministrazione dei suoi beni si compia nel rispetto delle normi civili e secondo giustizia. Dovrà altresì vigilare perché l’uso dei beni e l’investimento economico, svolto nell’unico interesse della comunità, non distolga la comunità ecclesiale da quella che è la sua vera natura e da quelle che sono le sue finalità più proprie.

    Qual è la sua funzione?

    Il consiglio degli affari economici ha come suo compito primario quello di aiutare il parroco nell’amministrazione dei beni della parrocchia e delle disponibilità̀ economiche assicurate dalle offerte fatte dai fedeli. è inoltre chiamato a coadiuvare il parroco nel predisporre il bilancio preventivo dell’amministrazione ordinaria e straordinaria, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività e individuando i relativi mezzi di copertura; stabilire, in accordo con il consiglio pastorale, la quota percentuale delle entrate ordinarie del bilancio vada da destinarsi ad attività caritative, oltre a quanto viene raccolto per iniziative straordinarie; approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo generale e dei vari settori di attività; rendere conto al consiglio pastorale della situazione economica della parrocchia o della comunità pastorale «mediante una relazione annuale sul bilancio»; verificare periodicamente la corretta attuazione delle previsioni di bilancio; esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione; curare l’aggiornamento annuale dello stato patrimoniale, il deposito dei relativi atti e documenti presso la Curia diocesana e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali e della comunità pastorale.

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