Pasqua 2021

  1. “Questo è il giorno che ha fatto il Signore”, abbiamo cantato nel salmo. Con la resurrezione di Gesù è come se fosse cominciato un giorno nuovo, un tempo nuovo, nel quale ci troviamo a vivere. Ma non possiamo viverci in un modo qualsiasi: dobbiamo rallegrarci, esultare. Significa che in questo tempo i cristiani sono quelli che, malgrado
    condividano con gli altri uomini loro fratelli paure ed insicurezze, riescono a mostrare un volto diverso, un volto da risorti, da gente capace di rallegrarsi ed esultare.
  2. Proviamo a tradurre questo “rallegriamoci ed esultiamo” per evitare di pensare che i cristiani sono quegli ingenui un po’ tagliati fuori, un po’ superficiali, un po’ ébeti. Una traduzione che passa dalla sconfitta di alcune tentazioni proprie dei credenti:
    • “è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno di Israele?”, ossia la tentazione della fuga dal mondo e dalle fatiche della storia; “rallegrarsi, esultare” significa dimostrare che in questa storia, in questo giorno noi ci sentiamo a casa, che questo è il posto che il Signore ci ha assegnato, malgrado contraddizioni e meschinità; a noi cristiani non è lecito, nè l’atteggiamento rinunciatario di chi si chiude sul proprio tornaconto, nè l’illusione che ingiustizie e sofferenze saranno cancellate per magia da un intervento divino; dunque, impegno e serietà
    • “non mi trattenere”, ossia la tentazione del voler toccare, vedere il divino rifiutando la fatica della fede; è la tentazione di avere Dio a portata di mano che si manifesta nell’accorrere di folle ogniqualvolta gira voce di miracolo, di apparizione, di fenomeno straordinario; nessuno è stato testimone oculare della resurrezione di Gesù, la stessa Maria di Magdala all’inizio lo scambia per un giardiniere: solo rileggendo la sua storia, contemplando la sua maniera di essere uomo, sarà possibile far crescere la nostra fede in lui; credere che Gesù è il vivente significa scommettere che solo un amore donato, solo un amore sprecato può aprirci ad una vita nuova, ad una vita diversa
    • “và dai miei fratelli e dì loro”, ossia la tentazione di una fede individualistica che rifiuta la pesantezza della comunità; non dimentichiamo che coloro a cui Gesù risorto invia Maria di Magdala sono quelli che erano scappati dopo l’arresto; quelli che accoglieranno il racconto di Maria come vaneggiamenti di donne; erano ebrei per i quali la testimonianza femminile in tribunale non aveva alcun valore; malgrado questo Maria non poteva tenersi per sè la scoperta che la croce non era l’ultima parola; doveva condividerla perchè attorno a quella notizia doveva crescere questa nuova comunità fatta non da gente migliore degli altri, ma da persone legate da questa fede: che una vita spesa per i fratelli non è sprecata, ma addirittura è capace di sconfiggere la morte.
  1. Rallegriamoci ed esultiamo, dunque. Noi non siamo migliori di quanti non credono o credono in un Dio diverso. Ma certamente abbiamo dei motivi in più per vivere una vita in letizia, sorridenti, positivi. Abbiamo dei motivi in più nel non farci terrorizzare e paralizzare dalla paura per il domani. E con questi motivi abbiamo anche la bella responsabilità che – almeno attorno a noi – cresca un clima di serenità e di allegrezza.

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