Veglia Pasquale 2021

  1. Siamo giunti al vertice di tutta la Liturgia della Chiesa. L’annuncio della risurrezione è salutato con la gioia di chi si sente riscattato dalla morte e avviato alla vita, come avviene per il Signore Gesù. Se siamo qui stanotte è solo per questo, per avere scoperto di avere vinto la lotteria della vita e perché avvertiamo il dovere di farlo vedere al mondo che queste cose non le sa. Che significa attraversare la pandemia del Covid da credenti nel risorto? In che cosa dobbiamo mostrare una qualche differenza rispetto a chi non ha il dono della fede?
  2. A Gesù ci siamo uniti nel giorno del nostro Battesimo che in questa notte santa siamo chiamati a ratificare rinnovando le nostre Promesse. L’Inno al Cero (simbolo di Cristo, luce di salvezza) e la catechesi biblica che segue rievocano la vicenda di Dio con il suo popolo: dalla creazione alla promessa fatta ad Abramo, alla liberazione dall’Egitto, al segno dell’agnello dell’antica pasqua per segnalarci che “tutti i segni delle profezie antiche oggi per noi si avverano in Cristo”. Al seguito di Cristo risorto anche noi riaccendiamo la speranza: si tratta di trovarci pronti all’incontro con Lui. “Teniamo dunque le fiaccole accese come fecero le vergini prudenti. Verrà certamente, in un batter di ciglio, come il lampo improvviso che guizza da un estremo all’altro del cielo”. La comunione di questa notte è la vera comunione pasquale: “Perché infine tutto il mistero si compia, il popolo dei credenti si nutre di Cristo”.
  3. E vorrei commentare tutto questo con le parole del nostro Vescovo Mario che ci augura buona pasqua in questo modo:

Ho chiesto al sapiente d’oriente: “Parlami della vita, parlami della morte”. “Che cos’è la vita? Che cos’è la morte? Tutto è vita, tutto è quiete, ma tu smetti di domandare” Mi ha risposto il sapiente di oriente.
Ho chiesto al sapiente del settentrione: “Parlami della vita, parlami della morte”. “Se vuoi vivere bene, ricordati che devi morire” Mi ha risposto il sapiente del settentrione.
Ho chiesto al sapiente del mezzogiorno: “Parlami della vita, parlami della morte”. “Tutto è pieno di spiriti. Non c’è la morte. C’è la vita, l’immensa, invincibile vita”. Mi ha risposto il sapiente del mezzogiorno.
Ho chiesto al sapiente d’occidente: “Parlami della vita, parlami della morte”. “Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza” Mi ha risposto il sapiente d’occidente.
Ho chiesto al Signore Gesù: “Parlami della vita, parlami della morte”. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Credi questo?” Sì, o Signore, io credo. Perciò è Pasqua. Anche quest’anno è Pasqua!”.

  1. Vivere a partire dalla risurrezione: questo è l’impegno che scaturisce da questa notte santa; dire che Cristo è vivo significa riaccendere la speranza; ma questa speranza non riguarda solo il futuro, il “dopo” questa vita; il Signore vuole che la speranza sia quel segreto capace di operare nella nostra vita presente, così da trasmettere, a ogni giorno che ci è dato, la luce di questa notte, il sapore della risurrezione…

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