Ascensione – B – prime comunioni

  1. Oggi succede che per la prima volta ci sediamo attorno alla stessa tavola per mangiare assieme. Certo, si tratta di un mangiare un po’ particolare, ma la prima comunione che cos’è se non un condividere qualcosa di grande e cioè l’amicizia più importante della nostra vita, l’amicizia con quel Gesù morto e risorto che si lascia mangiare, perchè il legame con lui trasformi anche il legame tra di noi. Si fa la comunione con lui per migliorare il rapporto tra di noi. Per mostrare – a chi ancora non lo conosce o lo conosce male – che ad averlo come amico, poi la vita diventa diversa, certamente più bella.
  1. Questa cosa è molto importante, specie in questo giorno in cui celebriamo l’Ascensione di Gesù al cielo, cioè il momento – dopo 40 giorni dalla sua risurrezione – in cui i discepoli lo vedono per l’ultima volta. La descrizione è un po’ fantasmagorica, Gesù che sale, una nube lo avvolge e due personaggi misteriosi spiegano ai discepoli ciò che stava accadendo: Gesù, il crocifisso risorto, ora era accanto al Padre, un giorno sarebbe tornato, ma nel frattempo i suoi amici avrebbero fatto di tutto per preparare questo ritorno. Continuando a ricordarlo per “farlo vedere” a chi non lo conosce ancora, costruendo un modo diverso di stare nel mondo. Facendo crescere la nostalgia del Signore Gesù. Tu ritornerai, ti aspettiamo!
  1. Ma non era questa una aspettativa troppo grande per le forze dei discepoli, per le nostre forze? Come sarebbe stato possibile rappresentare Gesù durante la sua assenza se nemmeno durante il tempo della sua presenza i discepoli erano stati capaci di fedeltà e rispetto delle sue parole? Per questo Gesù fa la promessa di un soffio, un soffio impalpabile di vento, il vento dello Spirito. “Ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso”. Quello Spirito che ci incoraggia a metterci la faccia – ad essere testimoni – per far vedere che una vita donata non è una vita sprecata. Che anche noi “saliremo” a patto che un po’ come Gesù accettiamo il rischio di “abbassarci”. Abbassarci nel senso di non pretendere di essere superiori a nessuno, di sconfiggere l’arroganza che ci porta a pensare di avere sempre ragione.
  1. Oggi facciamo la prima comunione per far vedere questo “abbassamento”: vogliamo andare fuori di qui a seminare i gesti della sua discesa e della vicinanza che lui stesso esprime nel gesto della convivialità, della condivisione. E allora, non stare in alto, in alto ti porterà il Signore. Non stare a guardare il cielo, ma fa ritorno, come dicono gli angeli, alla terra. E rendi visibili i gesti di gratuità del tuo Signore.
  1. Gesù sale al cielo, ma ci lascia il suo Spirito, ci lascia il pane dell’eucaristia per non dimenticarci mai di lui. Pensate a quanto si fida di noi, a quanto è disposto a scommettere su di noi! Mangiamolo questo pane, di domenica in domenica, per dire che siamo grati ed orgogliosi di essere considerati suoi rappresentanti, fino a quando lui ritornerà.

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