Assunzione di Maria 2021

  1. Non sappiamo nulla dell’ultima stagione della vita di Maria. Dopo la morte e risurrezione di Gesù la troviamo coi discepoli a Gerusalemme, poi più nulla. Ugualmente ignota la fine della sua vita. A Gerusalemme si venera sia il luogo della morte che quello della sepoltura. Ma dalla fine del 1800 un’altra tradizione vuole che la sua tomba si trovi in Turchia, nei pressi di Efeso, dove Maria avrebbe seguito l’apostolo Giovanni dopo che Gesù morente sulla croce li aveva affidati l’uno all’altra.
  2. In realtà, a noi poco interessa conoscere il luogo della morte e della sepoltura di Maria, visto che la nostra fede ci conduce a pensarla – fin dai primi secoli del cristianesimo – risorta come il figlio Gesù, la prima dei nostri a seguire Gesù sul sentiero della vita oltre la vita. Questo mistero lo chiamiamo “assunzione”, per dire che se Maria va ad abitare con tutta se stessa a fianco del figlio risorto, non è per poteri suoi, ma solo come dono che viene dall’alto. Provate a seguirmi: Lei che era stata col suo corpo vicina al corpo del Figlio di Dio che si faceva uomo, non poteva non essergli accanto al corpo glorioso del figlio, anche con il suo corpo di madre. Per questo non ci interessa sapere dove sia stata sepolta dopo la sua morte: ormai in quella tomba non c’è più, visto che il figlio non poteva restare separato da quella madre che gli aveva dato un corpo umano, il suo stesso sorriso, il taglio degli occhi, la mossa di camminare… Ormai quel corpo, trasfigurato dopo la morte, sarebbe stato al suo fianco, per sempre.
  3. Questo accadde a Maria subito dopo la morte. In qualche modo questo è ciò che attendiamo per ciascuno di noi. Perché, vedete, parlare di Maria è un po’ parlare della chiesa, di ogni credente, di ciascuno di noi. Destinati ad essere “assunti” in cielo, cioè a vedere trasfigurate tutte le realtà concrete, tangibili, che hanno segnato e segnano la nostra vita su questa terra come tutte le “cose” che hanno segnato il nostro vivere: la natura, le piante, gli animali, il mare, gli astri, le montagne. Le risorse del pianeta che ci hanno nutrito e che hanno reso la nostra vita meno faticosa. Tutto risorgerà, tutto verrà “assunto” in cielo.
  4. Qui noi tocchiamo il vertice della fede cristiana. Molte religioni parlano di immortalità: solo il cristianesimo attende questa trasformazione, valorizzazione, delle realtà materiali che tanta parte hanno nella nostra esistenza, compreso il nostro corpo, lo strumento per eccellenza con cui amiamo, sorridiamo, piangiamo, abbracciamo, soffriamo, … Il nostro destino finale non è una generica sopravvivenza dell’anima, ma una “assunzione” di tutto noi stessi, come accadde per Maria.
  5. E allora a questa “assunzione” al cielo dobbiamo prepararci usando bene delle realtà materiali che ci servono per vivere. A partire dal nostro corpo che va protetto (anche con adeguate vaccinazioni) e non va danneggiato con stili di vita scorretti, con abusi ed esagerazioni. Ma poi educandoci ad un corretto uso delle risorse naturali, risparmiando l’acqua, rispettando i criteri per la raccolta differenziata dei rifiuti, tenendoci informati sui cambiamenti climatici che tanta parte hanno nel determinare i flussi migratori.
  6. Sono esempi. Ciascuno può trovarne altri. Ma ciò che conta è che non ci capiti mai di pensare ad un cristianesimo disincarnato, tutto spirituale e poco attento alle condizioni concrete della vita delle persone. Specie dei più poveri ed esclusi. Quelli di cui canta Maria nel Magnificat. Se c’era una donna impregnata di Spirito Santo era proprio lei. Ma essere impregnati di Spirito Santo significa avvertire più che mai urgente il sogno di Dio per un mondo a testa in giù. Già, perché il Dio che Maria conobbe nella sua vita è un Dio che ascolta il grido del povero. Un Dio che non è insensibile alle invocazioni di chi è malmenato dai più forti. Per questo, celebrare l’Assunzione al cielo di Maria, pregare con Maria e come Maria, vuol dire anche farsi carico di questa umanità sofferente che grida giustizia.

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