Assunzione di Maria

  1. Oggi la festa è di Maria, ma il vero protagonista è il Figlio Gesù, perchè il senso ultimo del mistero dell’assunzione di Maria sta proprio nella risurrezione di Gesù che è il destino di ogni uomo: “come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” (II lett); allora possiamo aggiungere che la festa è di Maria, protagonista è Gesù, interessati e destinatari sono tutti gli uomini, l’umanità intera già queste prime battute ci offrono un’indicazione di metodo molto preziosa per considerare in modo corretto le feste dedicate a Maria e per non farci cadere in devozionalismi legati ad una esaltazione sovrumana della Madre di Gesù: celebrare Maria significa celebrare per riflesso qualche raggio della luce che scaturisce dal mistero del Figlio e insieme significa celebrare qualcosa che riguarda l’umanità intera, la chiesa, la creazione stessa; l’enfasi che fin dai primi secoli ha avvolto Maria non ha mai avuto la pretesa di presentarla quasi come una divinità, bensì quella di poter dire che attraverso di lei il cristianesimo ha una portata profondamente umana, che ciò che ha riguardato il Figlio di Dio che si è fatto uomo ha come destinatari tutti gli uomini, che se ci è arrivata lei allora vuol dire che la strada è aperta per tutti!
  1. Dunque il mistero dell’assunzione di Maria altro non è che il mistero della Pasqua di Gesù che si riverbera su colei che a Gesù è stata accanto dal primo istante della sua vita terrena fino all’ultimo; questo è l’unico privilegio forse di Maria: “mi hai fatto posto nel tuo cuore, nel tuo grembo dicendo il tuo sì, ora ti faccio spazio nel mio paradiso affinché tutti gli uomini sappiano che nel mio paradiso c’è posto per tutti”; e parlare di “spazio” significa ricordarci che il nostro destino non sarà quello di essere “puri spiriti” (per riecheggiare il catechismo di Pio X), ma di essere accolti in paradiso – come Maria – con questo nostro corpo che ora parla il linguaggio della fatica, della sofferenza, dell’abbruttimento e della corruzione. È tutta l’umanità fatta di corpi assetati, affamati, malati, in prigione, oppressi dalla violenza … ad essere destinataria di ciò che per Maria è già realtà. E “risurrezione della carne”, entrare nella vita eterna con il nostro corpo trasfigurato, significa entrarci con tutte le nostre esperienze umane conosciute attraverso il dono del corpo: gli amori, i sorrisi, le carezze delle persone e della natura; la canzone del vento e il rumore immenso del mare; il sole che brilla, i cieli stellati, il silenzio di certe albe incantate
  1. Quando accompagnavo i gruppi in Terra Santa una delle tappe che trovavo più commovente era quella nella chiesa detta “della tomba delle vergine” dove si contempla il luogo della sepoltura di Maria rimasto vuoto dopo la sua assunzione; e nell’abside di quella chiesa si venera un’icona che qualcuno ha intitolato alla “madonna del finalmente”; là leggo questa preghiera che vi lascio come dono di questa solennità

Ti penso o Vergine nell’istante della tua entrata in paradiso. Finalmente! avrai esclamato. Tu sei la Madonna dell’Assunzione. Chiusi gli occhi alla vita terrena, l’istante della tua morte è stato il velo che s’è squarciato sull’eternità … e tu sei stata subito nella gloria. Il tuo corpo immacolato non subì corruzione di carne: trasfigurato come quello di Gesù in una risurrezione simile alla sua, sei diventata nuova Eva, madre e modello dei veri viventi che aspirano, con la risurrezione della carne, alla vita eterna.

Il tuo cuore era già là da tempo, perchè tu sei la serva del Signore, sempre pronta a fare quello che vuole la sua Parola. Proprio questa tua costante comunione del cuore ti ha meritato la comunione del corpo e della vita con la beata Trinità del cielo.

Sei andata ad occupare il tuo posto di Regina, tu che sei la prima dei redenti e la prima dei risorti: primizia e modello della Chiesa. Gesù ci ha promesso che lì ci sono molti posti: ci sarà anche il mio! Tu sei andata innanzi, come madre, a tenermelo.

Fa’ o Maria, che a quel posto possa arrivare a sedermi, dopo questo pellegrinaggio della vita, che voglio vivere con te o Regina Assunta in cielo. Amen.

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