In cammino verso la Pasqua

In cammino verso la Pasqua

“Sprecare” il nostro tempo per Gesù

Siamo nel bel mezzo del tempo quaresimale, che ci “lancia” verso la Settimana Santa, la Settimana Autentica, dove potremo rivivere il grande mistero della Passione-Morte-Risurrezione di Gesù, unico avvenimento che può dare una solida speranza al nostro vivere quotidiano, ai nostri affetti, alle nostre gioie, ai nostri impegni, alle nostre sofferenze, persino alla morte dei nostri cari e nostra!

Magari anche in buona fede, possiamo correre il rischio di fare tutti i preparativi, ma di perdere però il cuore stesso della Pasqua di Gesù: e questo può succedere se non prestiamo attenzione e cuore per il Signore proprio in quei giorni decisivi.

Mi viene in mente quella donna del Vangelo, Maria, sorella di Lazzaro, che pochi giorni prima della Passione del Signore “sprecò” trecento denari (una fortuna allora, quasi lo stipendio attuale di un anno) per un profumo di puro nardo da versare sui piedi di Gesù (cfr Gv 12): e nonostante le proteste di Giuda Iscariota, che si scandalizzava per questo spreco di denaro, che poteva invece essere utilizzato per i poveri (anche se in realtà non gli interessava molto di loro, dice il Vangelo), Gesù apprezza questo gesto, non per disprezzo dei poveri, ma perché un amore autentico nei loro confronti può scaturire innanzitutto da una gratitudine nei confronti di Lui, per quello che ha fatto e continuamente fa per noi.

Una ricchezza che abbiamo tutti, indipendentemente dalle condizioni di vita di ciascuno, è il nostro tempo: proprio questo possiamo donare con riconoscenza al Signore, “sprecarlo” per Lui particolarmente nei giorni del Triduo Pasquale.

Possiamo rivivere quell’Ultima Cena che si distende su tutta la celebrazione del Giovedì Santo, dove Gesù consegna se stesso nel segno del Pane e del Vino, dopo essersi messo in ginocchio davanti ai suoi discepoli per lavare i loro piedi.

Possiamo vivere ora per ora quella notte il dramma della sua cattura dopo la preghiera nell’Orto degli Ulivi, abbandonato da tutti, il dramma dell’ingiusto processo, di quella notte in carcere, della condanna infame al mattino, la sua Via Crucis, le sue tremende sei ore in croce fino alle 3 del pomeriggio di quel Venerdì Santo, la sua morte, il silenzio della sua tomba per tutta la lunghissima giornata del Sabato Santo…

Se non passiamo di qui, difficilmente potremo comprendere e gustare la gioia esplosiva della Pasqua, della sua Resurrezione che cambia radicalmente il corso e il destino di questa nostra storia che ancora si dibatte in mezzo a tanti drammi che sembrano dominarla: perché chi risorge è il Crocifisso, e risorge con le piaghe dei chiodi ancora ben visibili, segno di questo Amore capace di dare la Vita per tutti!

Gesù risorto e vivo – “il suo cuore batte come il tuo e come il mio oggi qui”, diceva il card. Biffi – è la speranza di Vita Piena che ci è data, pur passando attraverso la Via Crucis: ma non siamo più soli, il Signore Risorto, vincitore della morte, è con noi! 

“Sprechiamo” la ricchezza del nostro tempo per Lui!

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