Vivere la Liturgia: un incontro sempre attuale

L’incontro del tempo e dell’Eterno, compiutosi nelle meraviglie della storia della salvezza, viene ad attualizzarsi in modo sempre nuovo nella liturgia della Chiesa: in essa la Trinità mette le sue tende nel tempo, e il tempo si riconosce accolto nell’amore vivificante della Trinità. Nella liturgia la Trinità si offre come “dimora” e come “patria” dell’esistenza redenta: in essa il credente non sta davanti all’Eterno come uno straniero davanti all’irraggiungibile trascendenza, ma entra nelle profondità di Dio, lasciandosi avvolgere dal mistero delle relazioni divine nella comunione della Chiesa, vera “icona della Trinità”.

La liturgia è dunque il luogo in cui la Trinità – eterno evento dell’Amore – entra nelle umili e quotidiane storie dell’esodo umano, e queste a loro volta entrano liberamente e sempre più profondamente nel mistero delle relazioni divine. L’ethos liturgico è perciò quello della vita corrispondente alla buona novella, dove l’uomo ha tempo per Dio, perché Dio ha avuto tempo per l’uomo, e il tempo entra nell’eternità, perché l’eternità è entrata nel tempo: l’ethos di coloro che resi nuovi dall’amore che viene dall’alto, cantano con la vita il cantico nuovo dell’amore, in una perenne liturgia di lode e di riconoscenza.

Novi novum cantamus canticum!

Sant’Agostino

Il tempo Liturgico:   Triduo pasquale

I documenti magisteriali presentano con il nome di “solennità pasquale annuale” non la domenica di Pasqua, ma il Triduo pasquale.  E’ tradizione antichissima che risale al IV secolo, quando al “triduum crucifixi, sepulti e suscitati” (memoria liturgica della morte, sepoltura e resurrezione di Gesù, celebrata con la grande veglia biblica e battesimale del sabato notte) fu aggiunta nel contesto nativo della Chiesa di Gerusalemme la Missa in Coena Domini (la memoria dell’ultima cena che si celebra il giovedì santo). Questa nuova forma celebrativa del Triduo pasquale ha il compito di raccogliere e armonizzare le tensioni intorno al mistero pasquale e favorire una prospettiva di lettura teologicamente e pastoralmente più adeguata degli eventi della redenzione. La prima sottolineatura è cristologica: Il mistero della salvezza ha come punto di partenza e di arrivo solo e unicamente Cristo. La figura di Cristo non è astratta, ma si dà nella storia e la sua azione di salvezza va ricondotta e compresa alla luce delle vicende concrete di cui parlano i vangeli, in particolare gli eventi drammatici della passione. La seconda sottolineatura è legata ad una visione profondamente unitaria degli eventi di salvezza dove dimensione sacrificale e evento della resurrezione appaiono in perfetta armonia. Si capisce che lo strazio della morte è passaggio verso qualcos’altro, ma al tempo stesso si capisce la gioia del risorto non può cancellare il dramma del crocifisso. La morte di Gesù non è, infatti, un incidente di percorso, ma la forma teologica della redenzione. La terza sottolineatura insiste sul recupero della dimensione antropologica: la storicità degli eventi e la loro drammatizzazione rituale sottolineano come passione, morte e resurrezione di Gesù abbiano una ricaduta emotiva, etica e spirituale su chi ha vissuto quegli eventi e su chi li vive attraverso l’attualizzazione rituale. Celebrare il triduo pasquale significa rivivere nella propria carne l’esperienza che sta a fondamento dalla fede e della salvezza dell’uomo. Significa anche sperimentarne gli effetti … E arriviamo all’ultima sottolineatura: il recupero della dimensione battesimale. L’azione di Cristo ha degli effetti: il suo risorgere dalla morte ha il potere di strappare anche noi da ciò che genera morte introducendoci alla vita nuova della grazia.

Una celebrazione, molti servizi

Musica e Canto
Musica e Canto

Una sola Chiesa, molti ministeri… Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’insegnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri ministeri: ministeri “non ordinati” che non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in […]

Chierichetti
Chierichetti

Una sola Chiesa, molti ministeri… Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’insegnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri ministeri: ministeri “non ordinati” che non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in […]

Lettori e Guide Liturgiche
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Ministri dell’Eucarestia
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Una sola Chiesa, molti ministeri… Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’insegnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri ministeri: ministeri “non ordinati” che non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in forza […]

Formazione per operatori liturgici 2021